Allora Balliamo, il film diretto da Amélie Bonnin, segue la storia di Cécile, una giovane donna a un passo dal realizzare il suo sogno: l’apertura di un ristorante gourmet a Parigi, frutto di anni di lavoro e ambizione. Ma quando il padre viene colpito da un infarto, è costretta a mettere tutto in pausa e tornare nel villaggio in cui è cresciuta.
Immersa di nuovo nei ritmi lenti e familiari della provincia, lontana dal fermento della capitale, Cécile si ritrova faccia a faccia con i pensieri del suo passato. Un giorno, percorrendo le strade che conosce a memoria, incrocia per caso il suo primo amore. I ricordi riaffiorano, le emozioni sopite si risvegliano, e con esse le questioni mai risolte tra loro due.
Mentre si prende cura del padre e rivede le sue radici con occhi nuovi, le certezze che sembravano incrollabili iniziano a incrinarsi. E forse, tra nostalgia e scelte, la vera ricetta della felicità non è quella che aveva immaginato.
Sala: Sala 2
CINEMA REVOUTION COSTO BIGLIETTO € 3,50 PER TUTTI
Paolo, un regista quarantenne che ha raggiunto il successo con film innovativi ma ora lavora solo a commedie commerciali, scopre di avere solo due mesi di vita a causa di una malattia e torna a Senigallia per girare uno spot. Durante il soggiorno, riflette sulla sua vita e il suo passato, incontrando persone significative come Maria, un barbone, personaggi come Don Lucio, un prete in crisi, e Leopardi, che appare come una figura immaginaria e il suo primo amore, Francesca una donna intelligente e affascinante che lavora in comune. Attraverso questi eventi, Paolo esplora temi profondi come la mortalità, il rimpianto e il valore della vita. Inizia a rivalutare le sue priorità e a cercare una riconciliazione con il fratello Piero e con sé stesso. La sua malattia diventa una lente attraverso cui vede la sua vita in modo più chiaro, permettendogli di riscoprire l’importanza delle relazioni umane e delle passioni.
Scary Movie, il film diretto da Michael Tiddes, è il sesto capitolo della saga di film parodia Scary Movie.
Ventisei anni dopo essere sfuggiti a un killer mascherato fin troppo familiare (“Ghostface”), i Core Four tornano nel mirino dell’assassino – e nessun franchise horror è al sicuro. Marlon Wayans (“Shorty”), Shawn Wayans (“Ray”), Anna Faris (“Cindy”) e Regina Hall (“Brenda”) si riuniscono in Scary Movie insieme a volti amatissimi di ritorno e nuove facce pronte a fare a pezzi reboot, remake, requel, prequel, sequel, spin-off, elevated horror, origin story, qualsiasi cosa contenga la pa
Disclosure Day, film diretto da Steven Spielberg, ci pone di fronte un dilemma esistenziale: se scoprissimo che non siamo soli e qualcuno ce lo (di)mostrasse, come reagiremmo? Saremmo spaventati? La risposta non è una, non è solo tua, ma di sette miliardi di persone. Il giorno della rivelazione potrebbe essere vicino e il film ci offre una prospettiva sul prossimo futuro.
Amarga Navidad, film diretto da Pedro Almodóvar, racconta l’alternarsi di due storie. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. Il film racconta lo stretto legame tra realtà e finzione, tra ispirazione e vita, e apre una riflessione sui limiti dell’autofinzione.
Vincitore Orso d’Oro alla Berlinale 2026
Yellow Letters, il film diretto da İlker Çatak, racconta la storia di Derya e Aziz (Özgü Namal e Tansu Biçer), una celebre e felice coppia di artisti turchi del teatro nazionale.
Sembrano avere una vita perfetta fino al giorno in cui un incidente alla prima del loro spettacolo teatrale cambia tutto. Da quel momento diventano bersaglio dell’arbitrarietà dello Stato. Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento, seguito poco dopo dalla moglie Derya.
Condannati per le loro idee e privati del lavoro, sono costretti a lasciare Ankara e a trasferirsi a Istanbul, ospiti della madre di Aziz, insieme alla figlia tredicenne Ezgi (Leyla Smyrna Cabas). La perdita di stabilità economica e sociale li obbliga a ridefinire il loro stile di vita e a confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.
Questa nuova precarietà mette a dura prova il loro matrimonio, spingendolo fino al punto di rottura.
La Torta del Presidente, il film diretto da Hasan Hadi, è ambientato in Iraq negli anni Novanta. Sotto il peso delle sanzioni internazionali e dello sguardo onnipresente del regime di Saddam Hussein, la vita quotidiana scorre tra privazioni, code interminabili, razionamenti e una fragile normalità.
In questo contesto, alla piccola Lamia (Banin Ahmad Nayef) di 9 anni, viene affidato un compito tanto assurdo quanto simbolico: preparare una torta per il compleanno del Presidente, un gesto obbligato e carico di implicazioni. Insieme all’amico Saeed (Sajad Mohamad Qasem), Lamia attraversa una Baghdad segnata dalla scarsità, dal caldo opprimente e dalla paura, alla ricerca degli ingredienti per un impegno che non può essere rifiutato.
Ma ciò che in apparenza è solo un incarico affidato a una bambina, si carica presto di significati più profondi. Obbligo e devozione si confondono con speranza e sogno, mentre i due bambini si muovono in un mondo dove ogni dettaglio è sorvegliato, ogni parola pesa e ogni azione può avere conseguenze.
Tra intimità e tensione politica, questa piccola odissea infantile diventa lo specchio di un Paese in ginocchio, dove anche una torta può raccontare il peso dell’oppressione, e il futuro si gioca nei gesti più semplici.
Il Diavolo Veste Prada 2, il film diretto da David Frankel, racconta le nuove sfide di Miranda Priestly (Meryl Streep), iconica e temuta direttrice della prestigiosa rivista Runway, nel contesto di un’industria editoriale in profonda trasformazione.
Dopo anni di dominio incontrastato nel mondo della moda, Miranda deve ora confrontarsi con il calo della carta stampata e con la consapevolezza che la pensione è sempre più vicina. Non ci sono solo le difficoltà professionali, ma anche quelle sul lato più personale della protagonista, mostrando il rapporto con il suo nuovo marito (Kenneth Branagh) e le complicate dinamiche intime tra i due.
Tra crisi dell’editoria e sfide personali, Miranda Priestly si trova costretta a ridefinire il suo ruolo di donna di potere in un mondo che cambia rapidamente, affrontando con stile, determinazione e la consueta ironia le prove di un presente incerto.
Cena di Classe, il film diretto da Francesco Mandelli, racconta una storia che riunisce un gruppo di ex compagni di liceo a diciassette anni dalla maturità.
Il loro incontro avviene in occasione del funerale di un vecchio amico, evento che riapre ferite, ricordi e nostalgie mai del tutto dimenticate. Complice l’alcol e il ritrovamento di un vecchio video dei tempi del liceo, la serata prende una piega del tutto inaspettata. Gli ex compagni, spinti dal desiderio di rivivere la magia e l’incoscienza dell’adolescenza, decidono di introdursi clandestinamente nella loro vecchia scuola.
Quella che nasce come una rimpatriata malinconica e goliardica si trasforma molto presto in una straordinaria avventura totalmente fuori controllo, con conseguenze imprevedibili e risvolti decisamente da codice penale. Tra risate, rimorsi e conti in sospeso, il film gioca con la nostalgia generazionale per raccontare, in chiave ironica, il confronto tra ciò che si sognava di diventare e ciò che si è davvero diventati…
Il Bene Comune, film diretto da Rocco Papaleo, racconta un’escursione fuori dall’ordinario, destinata a cambiare per sempre i partecipanti.
Biagio (Rocco Papaleo) è una guida che accetta l’insolito incarico di accompagnare quattro detenute in una gita-premio nel Parco Nazionale del Pollino. Sono Samanta (Claudia Pandolfi), bella e spregiudicata, Gudrun (Teresa Saponangelo), Italo-norvegese, Fiammetta (Livia Ferri), ex promessa della musica indipendente e Anny (Rosanna Sparapano), una brillante hacker. Con loro c’è anche Raffaella (Vanessa Scalera) un’attrice in crisi, in cerca di una nuova occasione.
Quella che dovrebbe essere una semplice uscita nella natura si trasforma ben presto in un viaggio molto più profondo. Meta simbolica del cammino è il maestoso Pino Loricato, albero secolare che domina il massiccio del Pollino e incarna la resilienza. Ma il vero percorso è interiore, tra salite faticose e paesaggi aspri e magnifici, emergono frammenti di vite segnate da errori, ferite e desideri inascoltati. La natura diventa spazio di confronto e possibilità. Parlare, raccontarsi, perfino cantare insieme, permette alle protagoniste di sciogliere tensioni e riscoprire un senso di appartenenza.
In quell’ambiente duro e solidale, le differenze si intrecciano e qualcosa comincia a cambiare. Il semplice atto di raccontarsi può essere il primo passo verso una trasformazione più grande, personale ma anche condivisa. Finché un evento improvviso rimette tutto in discussione, ricordando che ogni conquista è fragile…