Disclosure Day, film diretto da Steven Spielberg, ci pone di fronte un dilemma esistenziale: se scoprissimo che non siamo soli e qualcuno ce lo (di)mostrasse, come reagiremmo? Saremmo spaventati? La risposta non è una, non è solo tua, ma di sette miliardi di persone. Il giorno della rivelazione potrebbe essere vicino e il film ci offre una prospettiva sul prossimo futuro.
Sala: Sala 2
Amarga Navidad, film diretto da Pedro Almodóvar, racconta l’alternarsi di due storie. La prima ha per protagonista Elsa, una regista di spot pubblicitari, nel 2004, durante il lungo ponte festivo del mese di dicembre. La seconda si svolge nel 2026 ed è incentrata su Raúl, uno sceneggiatore e regista che sta scrivendo un copione che presto scopriremo essere la storia di Elsa, del suo compagno Bonifacio e delle sue amiche Patricia e Natalia. Mescolata alla finzione, Elsa diventa in qualche modo l’alter ego di Raúl, che ricorre all’autofinzione come soluzione a una lunga stagione di aridità creativa. Guardando dentro se stesso, Raúl non può fare a meno di rivolgere lo sguardo anche alle persone che compongono il suo universo più intimo: il suo compagno e la sua assistente. Il film racconta lo stretto legame tra realtà e finzione, tra ispirazione e vita, e apre una riflessione sui limiti dell’autofinzione.
Vincitore Orso d’Oro alla Berlinale 2026
Yellow Letters, il film diretto da İlker Çatak, racconta la storia di Derya e Aziz (Özgü Namal e Tansu Biçer), una celebre e felice coppia di artisti turchi del teatro nazionale.
Sembrano avere una vita perfetta fino al giorno in cui un incidente alla prima del loro spettacolo teatrale cambia tutto. Da quel momento diventano bersaglio dell’arbitrarietà dello Stato. Aziz, che è anche professore all’Università di Ankara, riceve una “lettera gialla” che lo informa del suo licenziamento, seguito poco dopo dalla moglie Derya.
Condannati per le loro idee e privati del lavoro, sono costretti a lasciare Ankara e a trasferirsi a Istanbul, ospiti della madre di Aziz, insieme alla figlia tredicenne Ezgi (Leyla Smyrna Cabas). La perdita di stabilità economica e sociale li obbliga a ridefinire il loro stile di vita e a confrontarsi con un doloroso compromesso tra impegno politico e necessità di sopravvivenza.
Questa nuova precarietà mette a dura prova il loro matrimonio, spingendolo fino al punto di rottura.
La Torta del Presidente, il film diretto da Hasan Hadi, è ambientato in Iraq negli anni Novanta. Sotto il peso delle sanzioni internazionali e dello sguardo onnipresente del regime di Saddam Hussein, la vita quotidiana scorre tra privazioni, code interminabili, razionamenti e una fragile normalità.
In questo contesto, alla piccola Lamia (Banin Ahmad Nayef) di 9 anni, viene affidato un compito tanto assurdo quanto simbolico: preparare una torta per il compleanno del Presidente, un gesto obbligato e carico di implicazioni. Insieme all’amico Saeed (Sajad Mohamad Qasem), Lamia attraversa una Baghdad segnata dalla scarsità, dal caldo opprimente e dalla paura, alla ricerca degli ingredienti per un impegno che non può essere rifiutato.
Ma ciò che in apparenza è solo un incarico affidato a una bambina, si carica presto di significati più profondi. Obbligo e devozione si confondono con speranza e sogno, mentre i due bambini si muovono in un mondo dove ogni dettaglio è sorvegliato, ogni parola pesa e ogni azione può avere conseguenze.
Tra intimità e tensione politica, questa piccola odissea infantile diventa lo specchio di un Paese in ginocchio, dove anche una torta può raccontare il peso dell’oppressione, e il futuro si gioca nei gesti più semplici.
Il Diavolo Veste Prada 2, il film diretto da David Frankel, racconta le nuove sfide di Miranda Priestly (Meryl Streep), iconica e temuta direttrice della prestigiosa rivista Runway, nel contesto di un’industria editoriale in profonda trasformazione.
Dopo anni di dominio incontrastato nel mondo della moda, Miranda deve ora confrontarsi con il calo della carta stampata e con la consapevolezza che la pensione è sempre più vicina. Non ci sono solo le difficoltà professionali, ma anche quelle sul lato più personale della protagonista, mostrando il rapporto con il suo nuovo marito (Kenneth Branagh) e le complicate dinamiche intime tra i due.
Tra crisi dell’editoria e sfide personali, Miranda Priestly si trova costretta a ridefinire il suo ruolo di donna di potere in un mondo che cambia rapidamente, affrontando con stile, determinazione e la consueta ironia le prove di un presente incerto.
Cena di Classe, il film diretto da Francesco Mandelli, racconta una storia che riunisce un gruppo di ex compagni di liceo a diciassette anni dalla maturità.
Il loro incontro avviene in occasione del funerale di un vecchio amico, evento che riapre ferite, ricordi e nostalgie mai del tutto dimenticate. Complice l’alcol e il ritrovamento di un vecchio video dei tempi del liceo, la serata prende una piega del tutto inaspettata. Gli ex compagni, spinti dal desiderio di rivivere la magia e l’incoscienza dell’adolescenza, decidono di introdursi clandestinamente nella loro vecchia scuola.
Quella che nasce come una rimpatriata malinconica e goliardica si trasforma molto presto in una straordinaria avventura totalmente fuori controllo, con conseguenze imprevedibili e risvolti decisamente da codice penale. Tra risate, rimorsi e conti in sospeso, il film gioca con la nostalgia generazionale per raccontare, in chiave ironica, il confronto tra ciò che si sognava di diventare e ciò che si è davvero diventati…
Il Bene Comune, film diretto da Rocco Papaleo, racconta un’escursione fuori dall’ordinario, destinata a cambiare per sempre i partecipanti.
Biagio (Rocco Papaleo) è una guida che accetta l’insolito incarico di accompagnare quattro detenute in una gita-premio nel Parco Nazionale del Pollino. Sono Samanta (Claudia Pandolfi), bella e spregiudicata, Gudrun (Teresa Saponangelo), Italo-norvegese, Fiammetta (Livia Ferri), ex promessa della musica indipendente e Anny (Rosanna Sparapano), una brillante hacker. Con loro c’è anche Raffaella (Vanessa Scalera) un’attrice in crisi, in cerca di una nuova occasione.
Quella che dovrebbe essere una semplice uscita nella natura si trasforma ben presto in un viaggio molto più profondo. Meta simbolica del cammino è il maestoso Pino Loricato, albero secolare che domina il massiccio del Pollino e incarna la resilienza. Ma il vero percorso è interiore, tra salite faticose e paesaggi aspri e magnifici, emergono frammenti di vite segnate da errori, ferite e desideri inascoltati. La natura diventa spazio di confronto e possibilità. Parlare, raccontarsi, perfino cantare insieme, permette alle protagoniste di sciogliere tensioni e riscoprire un senso di appartenenza.
In quell’ambiente duro e solidale, le differenze si intrecciano e qualcosa comincia a cambiare. Il semplice atto di raccontarsi può essere il primo passo verso una trasformazione più grande, personale ma anche condivisa. Finché un evento improvviso rimette tutto in discussione, ricordando che ogni conquista è fragile…
Rental Family, il film diretto da Hikari, è ambientato nella Tokyo contemporanea e racconta la storia di Philip Vandarpleog (Brendan Fraser), un attore americano che vive nella capitale giapponese da otto anni.
Un tempo noto per nel ruolo di un improbabile supereroe, un gigantesco tubetto di dentifricio in una pubblicità diventata di culto, oggi Philip è un uomo alla deriva, senza soldi, senza certezze e in cerca di un senso da dare alla propria esistenza. Passa da un’audizione all’altra e si ritrova a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. La svolta arriva durante un finto funerale, dove incontra Shinji (Takehiro Hira), il carismatico responsabile di Rental Family, un’agenzia che affitta attori per impersonare parenti o amici inesistenti nella vita di clienti soli o bisognosi di colmare un vuoto affettivo. Shinji lo scrittura, e da quel momento Philip si immerge in una serie di ruoli surreali.
Diventa il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un giovane appassionato di videogame o l’amico fedele di un anziano attore. Ogni incarico lo trascina in mondi nei quali la finzione si confonde con la realtà. Attraverso questi incontri, inizialmente guidati dal copione, Philip riscopre il valore dell’empatia, il senso di appartenenza e la possibilità di connettersi davvero con gli altri.
In un mondo in cui tutto può essere simulato, i sentimenti che prova finiscono per restituirgli uno scopo e una nuova identità.
Brunello il Visionario Garbato, il film documentario diretto da Giuseppe Tornatore, racconta la vita e il percorso umano e professionale di Brunello Cucinelli, stilista e imprenditore italiano, fondatore dell’omonima casa di moda di fama internazionale.
Attraverso immagini, interviste e testimonianze, il film ripercorre la sua straordinaria carriera. Dagli inizi umili al successo globale, sempre guidato da una visione etica dell’impresa. Il racconto mette in luce non solo l’ascesa dell’azienda che porta il suo nome, ma anche la filosofia che la anima fin dalla nascita, un’idea di “capitalismo umanistico”, in cui il profitto è strettamente legato alla dignità del lavoro, alla bellezza, alla cultura e al rispetto per il territorio.
Un ritratto intimo di un uomo che ha saputo coniugare eleganza, visione imprenditoriale e valori profondi.
Avatar: Fuoco e Cenere, il film diretto da James Cameron è il terzo capitolo della saga Avatar.
In Avatar 3, Jake Sully (Sam Worthington), Neytiri (Zoe Saldana) e i figli Lo’ak, Tuk e Kiri sono ancora ospiti del clan acquatico dei Metkayina, ma non c’è serenità: la morte di Neteyam (Jamie Flatters) pesa sui cuori di tutti.
Spider (Jack Champion), diverso tra i Na’vi, nonostante abbia ripudiato gli esseri umani e si senta parte della famiglia, rimane il figlio naturale del Colonnello Quaritch (Stephen Lang): l’avatar di quest’ultimo è di nuovo in forma, ancora in caccia del disertore rivoluzionario Jake per conto della RDA, ma anche a suo modo affezionato a Spider, che rivorrebbe con sé, spinto da un impulso ambiguo.
Nel tentativo di proteggere la propria famiglia (nonché Spider e gli ospitali Metkayna) da ulteriori sicure incursioni, Jake decide di allontanarsi con loro. Il tragitto però riserva un traumatico imprevisto: l’impatto con lo spietato clan del fuoco, i Mangkwan, noti per crudeltà e disciplina ferrea.
Loro capo è Varang (Oona Chaplin), una Na’vi in grado di gestire le fiamme, priva di ogni senso etico, a differenza degli altri clan. Pandora cederà alla violenza, oppure vi si opporrà con tutte le forze rimaste, in nome di Eywa e della fragile speranza condivisa?