Tuner: L’Accordatore, il film diretto da Daniel Roher, segue la storia di Niki White (Leo Woodall), un ragazzo che ha un udito talmente acuto da percepire suoni che sfuggono all’orecchio umano. Un dono che, per ironia della sorte, ha posto fine alla sua carriera da pianista quando ha sviluppato iperacusia, una condizione che rende ogni rumore forte insopportabile e doloroso.
Costretto a indossare tappi per le orecchie e a rinunciare al palcoscenico, Niki si reinventa come accordatore di pianoforti, un mestiere che richiede una precisione sonora millimetrica. Accanto a lui, il burbero e brillante Harry Horowitz (Dustin Hoffman), suo mentore e figura paterna, con cui condivide una piccola attività a Manhattan. Insieme viaggiano per New York, entrando in case eleganti e silenziose dove i pianoforti aspettano di essere riportati in vita. Il loro rapporto è tenero, pieno di ironia e punteggiato da battute ironiche, soprattutto quando Harry, ormai ottantottenne e con l’udito compromesso, dimentica gli apparecchi acustici nella cassaforte e non ricorda la combinazione.
È proprio durante questo bizzarro incidente che Niki scopre un’abilità nascosta. Grazie al suo udito ipersensibile, riesce ad aprire la cassaforte solo ascoltando i clic del meccanismo. Una dote che non passa inosservata ad alcuni individui loschi e con cattive intenzioni.
Niki si trova così diviso tra la sua vita ordinata, l’amicizia con Harry, e la crescente attrazione per Ruthie (Havana Rose Liu), una giovane e brillante studentessa di composizione che, forse, può comprenderlo davvero.
Sala: Sala 4
Le Città di Pianura, il film diretto da Francesco Sossai, si svolge in Veneto e segue la storia di Carlobianchi e Doriano (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla), due amici che hanno passato i cinquanta ma che si sentono ancora ragazzini, ostinatamente aggrappati a un’eterna adolescenza.
La loro vita è fatta di bevute e di notti interminabili in cui fanno immancabilmente le ore piccole, inseguendo sogni sfocati. Senza un soldo e senza una meta precisa, hanno un solo rituale sacro: l’ultimo giro da un bar all’altro, come se nel fondo di un bicchiere potessero ancora trovare un senso. Durante una di queste serate storte, incrociano per caso Giulio (Filippo Scotti), un giovane studente di architettura dall’animo gentile e lo sguardo sognatore.
Quello che doveva essere solo un incontro bizzarro si trasforma in un viaggio surreale attraverso la piatta vastità della pianura veneta, tra rotonde deserte, luci al neon e silenzi interrotti dal rombo del motore. A bordo di un’auto sgangherata e con due compagni improbabili al fianco, Giulio si ritrova a scoprire un altro modo di guardare al mondo, all’amore e al suo futuro. Un road movie malinconico e ironico, che si muove al ritmo lento di una sbornia che passa, lasciando il retrogusto dolceamaro della verità.
David di Donatello – 2023
Premio miglior film
Premio miglior produttore
Premio miglior regista a Francesco Sossai
Premio migliore attore protagonista a Sergio Romano
Premio migliore canzone originale
Premio migliore montatore a Paolo Cottignola
Premio migliore sceneggiatura originale a Adriano Candiago, Francesco Sossai
L’Amore Sta Bene Su Tutto, il film diretto da Giampaolo Morelli, segue tre storie di personaggi di età ed esperienze diverse, accomunati dalle stesse ferite del passato, fraintendimenti e nuove rivelazioni.
Attraverso percorsi sentimentali, il film racconta come l’amore, in tutte le sue forme, possa sorprendere, guarire e trasformare profondamente la vita di chi lo incontra. La prima storia ha per protagonista una trentenne inguaribile romantica, reduce da una serie di delusioni amorose. Decisa a tenersi lontana dai guai, concentra tutte le sue energie sul sogno di diventare una fashion designer. I suoi buoni propositi vengono però messi alla prova dall’incontro con un affascinante professore universitario dallo sguardo magnetico ma dal carattere difficile. Nonostante le evidenti differenze e le continue tensioni, tra i due nasce un’attrazione a cui è impossibile sottrarsi.
Accanto alla loro vicenda si sviluppano altre due storie d’amore. Quella di un ex cantante e di una conduttrice di cucina, entrambi alle prese con il peso delle scelte passate, e quella di una coppia in crisi, costretta a confrontarsi con il bisogno di riscoprire se stessa e il proprio legame.
Tra equivoci, incomprensioni e momenti di verità, i destini dei personaggi si intrecciano, dando vita a un racconto corale che celebra l’imprevedibilità dei sentimenti e la possibilità di rinascere attraverso l’amore.
Nel Tepore del Ballo, il film diretto da Pupi Avati, racconta la storia di Gianni Riccio (Massimo Ghini), celebre conduttore televisivo che ha costruito la propria carriera grazie a strategie, carisma e una gestione impeccabile della propria immagine pubblica.
Dietro il sorriso smagliante, però, Gianni custodisce un passato doloroso. Ha perso la madre Aurora durante il parto ed è stato subito abbandonato dal padre, crescendo grazie alle cure di una zia che ha colmato, per quanto possibile, l’assenza di una famiglia. All’apice del successo, circondato da collaboratori fidati e convinto di essere inarrestabile, Gianni vede improvvisamente crollare tutto quando. Durante un viaggio da Roma a Milano, viene arrestato per corruzione e frode fiscale. Lo scandalo lo travolge, lo espone al pubblico giudizio e lo costringe a fare i conti con i compromessi della sua ascesa, con le ombre che ha preferito ignorare e con la fragile costruzione del suo potere mediatico.
La caduta, però, diventa anche l’occasione per una possibile rinascita. Costretto a tornare alle origini, Gianni si trova a ripercorrere le strade della sua infanzia e a confrontarsi con le ferite mai guarite, mentre un incontro inatteso con un amore del passato riapre spiragli di consapevolezza.
In questo viaggio interiore, un uomo è costretto a guardare finalmente se stesso senza schermi né riflettori, alla ricerca di una nuova identità dopo aver perduto tutto ciò che credeva di essere.
Un Anno di Scuola, il film diretto da Laura Samani, è ambientato a Trieste nel 2007. Quando a settembre, Fred, diciottenne svedese vivace, anticonformista e piena di energia, approda in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico, si ritrova ben presto in una situazione molto particolare. Infatti, è l’unica ragazza in una classe interamente maschile.
Il suo arrivo non passa inosservato. Fin dal primo giorno, cattura l’attenzione dei compagni, in particolare di tre amici inseparabili. Antero, introverso e magnetico, Pasini, esuberante e sicuro di sé, sempre pronto a flirtare e Mitis, dolce e protettivo, il cuore gentile del trio. Uniti fin dall’infanzia, i tre formano un nucleo compatto e apparentemente indissolubile. Ma la presenza di Fred innesca qualcosa. La dinamica tra i ragazzi comincia a incrinarsi, scossa da gelosie, desideri non detti e rivalità latenti.
Tutti e tre, in modi diversi, si sentono attratti da lei, ma ciò che Fred desidera davvero è solo di essere accettata dal gruppo e farne parte. Eppure, l’inclusione ha un prezzo. Per essere una di loro, le viene chiesto, più o meno esplicitamente di adattarsi a regole non scritte.
In bilico tra appartenenza e identità, tra il bisogno di essere accettata e il desiderio di restare fedele a se stessa, Fred si troverà costretta a fare delle scelte.
Lo Straniero, il film diretto da François Ozon, si svolge a Algeri alla fine degli anni Trenta.
Meursault (Benjamin Voisin) è un giovane impiegato francese apatico e distaccato che vive in totale indifferenza verso il mondo che lo circonda. Dopo aver seppellito la madre senza alcuna manifestazione di dolore, riprende la sua routine fatta di gesti semplici, giornate al mare e una relazione leggera con Marie, una collega. Tuttavia, la sua esistenza priva di slanci viene sconvolta dall’amicizia con Raymond Sintès, un vicino coinvolto in loschi affari. Quando Meursault, quasi per caso, uccide un uomo arabo senza nome sulla spiaggia sotto un sole accecante, si apre per lui un processo per giudicare il crimine e la sua totale estraneità emotiva.
Nel frattempo, a Parigi, un uomo solitario e sfuggente, che ha tagliato i ponti con la sua famiglia e il suo passato, incontra in un bar per hostess una giovane cameriera. Senza volerlo, la ragazza si ritrova invischiata in un caso di omicidio, dando vita a un intreccio di colpa, alienazione e incomunicabilità che ricorda quello di Meursault.
La Salita, il film diretto da Massimiliano Gallo, si svolge nel 1983 e segue un capitolo poco conosciuto della vita di Eduardo De Filippo (Mariano Rigillo), impegnato in un’intensa attività di recupero e formazione dei giovani detenuti del carcere minorile di Nisida attraverso il teatro.
In questo contesto storico e umano si intrecciano le storie di ragazzi e ragazze che vivono ai margini. Il racconto si concentra su Emanuele, giovane detenuto, e su Beatrice, ragazza trasferita da Pozzuoli dopo la chiusura del carcere femminile. Il loro incontro all’interno di uno spazio dominato da rigidi confini fisici e sociali innesca una rete di relazioni che coinvolge Giovanni, educatore del carcere, Maria, un’altra detenuta che partecipa al percorso teatrale, e il Direttore dell’istituto, testimone attento degli sviluppi di questa esperienza straordinaria.
Accanto a questi personaggi, emerge la figura di Eduardo De Filippo. Nominato Senatore a vita, entra a Nisida con un obiettivo concreto: portare il teatro all’interno del carcere minorile. Contribuisce alla ristrutturazione del teatro dell’istituto, avvia una scuola di scenotecnica e una di recitazione e coinvolge gli attori della sua compagnia nella messa in scena del primo spettacolo mai realizzato in un carcere minorile italiano.
Il teatro è raccontato come strumento di trasformazione reale, capace di creare connessioni tra istituzione e creatività, disciplina e libertà, offrendo ai detenuti una possibilità di riscatto e di immaginazione del futuro.
Malavia, il film diretto da Nunzia De Stefano, vede protagonista della storia Sasà, un ragazzino di tredici anni, uno scugnizzo della periferia di Napoli cresciuto senza padre e con una madre giovane, Rusè. Con lei ha un legame viscerale, profondo e spesso segnato da una gelosia infantile e possessiva.
Le sue giornate scorrono tra le palazzine del quartiere, insieme agli inseparabili amici Cira e Nicolas, ascoltando rap e coltivando un sogno, quello di diventare un artista famoso per poter regalare a sua madre una vita migliore. Il suo talento naturale e la passione per l’hip hop trovano una scintilla decisiva nell’incontro con Yodi, leggenda della musica partenopea. È lui a dargli fiducia, spingendolo a scrivere il suo primo vero pezzo, un rap dedicato proprio a Rusè.
Ma il mondo della musica è spietato e la realtà della strada ancora di più. Disilluso e con la pressione di voler aiutare economicamente la madre, Sasà finisce per cedere alla criminalità. Inizia a spacciare nel cortile della scuola, fino al momento in cui viene scoperto e tutto sembra crollare. Divorato dal senso di colpa e dalla paura di essere allontanato da casa, il ragazzo sprofonda in una depressione profonda, senza vie d’uscita.
Ma quando tutto sembra perduto, è ancora Yodi a tendergli una mano, aiutandolo a ritrovare la voce, la forza e il coraggio per rimettersi in piedi. Perché la musica può essere un’arma, ma anche una salvezza.
The Drama – Un segreto è per sempre, il film diretto da Kristoffer Borgli, racconta la storia di Emma Harwood (Zendaya) e Charlie Thompson (Robert Pattinson), una coppia apparentemente perfetta alla vigilia del loro matrimonio.
Charlie, di origine inglese, è un brillante storico dell’arte e direttore del Cambridge Art Museum. Emma, laureata in inglese, lavora come commessa in una libreria ed è convinta di conoscere profondamente l’uomo che sta per sposare. Ma nei giorni che precedono il grande giorno, i piani accuratamente studiati iniziano a sgretolarsi. Un segreto scioccante, rimasto nascosto fino a quel momento, viene alla luce, innescando una serie di rivelazioni inattese che mettono in discussione tutto ciò che uno dei due credeva di sapere dell’altro. La crisi che ne deriva travolge il fidanzamento e trasforma l’attesa delle nozze in un terreno instabile fatto di sospetti, incomprensioni e verità taciute.
Seguendo Emma e Charlie mentre affrontano il crollo delle loro certezze, il film esplora con ironia e inquietudine le dinamiche di coppia, il peso delle aspettative e le fragilità che emergono quando l’immagine ideale dell’amore si scontra con la realtà. Pochi giorni prima della cerimonia, la loro storia d’amore cambia radicalmente, lasciando aperta la domanda su quanto sia possibile conoscere davvero la persona che si ha accanto.
La Mattina Scrivo, il film diretto da Valérie Donzelli, racconta la storia di un celebre e talentuoso fotografo all’apice della sua fortunata carriera che un giorno decide di abbandonare la fama e la sua vita agiata per inseguire la sua vera vocazione, e cioè la scrittura.
L’uomo, spinto dal desiderio di esprimersi in modo più profondo e personale, si ritrova però a fare i conti con una realtà ben diversa da quella che aveva immaginato. Deve fare i conti con la precarietà economica, le relazioni che si incrinano e anche con la solitudine che diventa una costante nella sua vita.
Tra instabilità, rinunce e lotte quotidiane, intraprende un cammino difficile ma autentico che lo porta a scoprire parti inaspettate di se stesso e un nuovo sguardo sul mondo.